Roma, 7 mar – “La Legge di bilancio 2019 – ha ricordato invece il ministro dell’Economia Giovanni Tria – ha segnato un passo avanti sul sentiero dell’inclusione e del benessere dei cittadini italiani: il miglioramento del benessere richiede tuttavia un’economia forte e produttiva, che generi valore aggiunto e gettito fiscale da utilizzare per politiche e sviluppo. Dovremmo quindi ricercare il miglior punto di equilibrio fra sviluppo, equità e sostenibilità”. “Andare oltre il Pil è necessario perché gli strumenti di cui disponiamo si sono rivelati inefficaci e insufficienti” ha sottolineato il responsabile del dicastero di via XX Settembre, aggiungendo che sul “piano scientifico e culturale la nostra conoscenza è molto avanti ma nel processo decisionale si fa quasi esclusivamente riferimento alle grandezze tradizionali”. “Il percorso è molto lungo” avverte Tria, ricordando però come il nostro sia “il primo Paese in ambito europeo e del G7 ad aver introdotto il benessere equo e sostenibile nel ciclo di programmazione economico-finanziaria”. “La legge di bilancio 2019 – spiega il ministro – finanzia importanti azioni nell’ambito dell’inclusione e del ricambio generazionale, come reddito di cittadinanza e quota 100 che unitamente all’estensione del regime fiscale agevolato per lavoratori autonomi e pmi porteranno ad un apprezzabile aumento del reddito disponibile aggiustato procapite, il primo indicatore del Bes e ad una riduzione della diseguaglianza dei redditi”. “È inoltre previsto un marcato calo della povertà assoluta” aggiunge Tria, sottolineando che il reddito di cittadinanza produrrà anche una “significativa diminuzione dalla mancata partecipazione al mercato del lavoro, un altro dei più importanti indicatori Bes”. (Roc)
