Udine, 7 mar – La missione archeologica italo-libanese guidata dal ricercatore Marco Iamoni dell’università di Udine e May Haider dell’Università libanese Third Branch di Tripoli, ha scoperto insediamenti nel Libano settentrionale databili al 3000 a.c. e prima d’ora ignoti. La campagna, iniziata a seguito degli esiti incoraggianti derivanti dalle ricognizioni estensive e intensive, era iniziata il 20 ottobre scorso grazie al sostegno del ministero degli Affari esteri, dell’università di Udine e dalla Ong Cosv. I risultati ottenuti “stanno rivelando – spiega in una nota Iamoni – un paesaggio archeologico ricchissimo e finora completamente sconosciuto nell’area del Libano Settentrionale, il cui studio promette di fornire un quadro totalmente nuovo dell’insediamento antico nella regione studiata e, più in generale, nel Levante centrale”. L’apertura della nuova campagna, prevista nel 2019, si annuncia quindi ricca di scoperte e si affiancherà a nuove verifiche di approfondimento dell’altra campagna guidata da un ricercatore dell’università di Udine, Daniele Morandi Bonacossi: il progetto Asingrian, condotto nei dintorni della moderna città Rovia, nella zona a maggioranza curda dell’Iraq settentrionale. Qui, recenti ricognizioni evidenziano un sito archeologico con la caratteristica quasi unica di essere stato occupato, senza soluzione di continuità, a partire dal VIII a.C. e fino a tutto il III millennio a.C. Nell’anno corrente verranno dunque avviate esplorazioni che potrebbero ricollocare popolazioni del passato in zone prima ignorate.
(BIG ITALY / Lgs)
