Roma, 8 mar – Nella storia del sindacato metallurgico dell’Uruguay la figura di Rosario Pietraroia, figlio di un emigrato del Molise, occupa un posto speciale. Nato a Montevideo nel 1912, Pietraroia – si legge su Gente d’Italia – è stato un riconosciuto sindacalista e attivista politico finito alla ribalta internazionale tra gli anni Settanta e ottanta quando fu imprigionato e torturato durante la dittatura militare. Suo padre, Giovanni Antonio Pietraroia, era nato a Cercepiccola, un paesino della provincia di Campobasso da cui partì nel 1906. Giovedì scorso un evento all’interno del sindacato Untmra (Unión Nacional de Trabajadores del Metal y Ramas Afines) ha ricordato l’attivista italouruguaiano con la presenza di Michele Pietraroia, venuto in rappresentanza della Cgil e dell’Anpi che hanno donato una targa commemorativa. “Questa iniziativa” -ha spiegato Michele Pietraroia- “vuole essere un riconoscimento sia per quello che Rosario ci ha indicato con il suo coraggio, la sua generosità e la sua intelligenza per il passato ma riguarda anche un messaggio per il futuro con l’esempio di dire ai lavoratori di studiare, di formarsi, di prepararsi, di essere uniti e di lottare insieme sia sul piano sindacale che politico per la liberazione, i diritti e l’uguaglianza. Tutto questo è un qualcosa che valeva al suo tempo e vale ancora di più oggi in tempi di regressione e arretramento dei diritti”. (BIG ITALY / SEGUE)