Roma, 8 mar – “Il nostro è un Paese molto articolato dal punto di vista politico e culturale. E la democrazia significa esaltare e valorizzare queste diverse sensibilità. L’impegno morale c’impone di moltiplicare l’offerta ed evitare il rischio dell’omologazione. Un solo tiggì avrebbe un’influenza spropositata”. Così il presidente di Viale Mazzini Marcello Foa risponde al Messaggero a una domanda sul “non accorpamento” dei telegiornali principali, telegiornali che Foa nega recisamente che stiano formando un bicolore giallo-verde. “C’è chi dice che questa Rai è identica a quella di prima e chi invece sostiene che è monopolizzata dai nuovi. E questa differenza di vedute è la riprova del nostro equilibrio”, afferma, sostenendo che “Ciò che un telegiornale deve fare è interpretare in maniera intelligente e onesta la realtà. Ed è importante l’apertura a voci diverse”. “La nostra deve diventare una Rai senza pensiero unico. Questa sarebbe già una rivoluzione”. S’è aggiunta un’altra voce nel panorama politico nazionale. Quella di Zingaretti. . . “Premetto che, nel mio ruolo di presidente, non esprimo giudizi politici. La mia impressione, però, è che Zingaretti rappresenti un cambio di approccio e una narrativa diversa rispetto al recente passato del Pd. Stando ai suoi primi passi e alle prime parole, mi sembra un uomo che conosce il valore del dialogo e di un confronto civile. Anche rispetto alla Rai, sarebbe positivo che certe polemiche fossero messe da parte e si ragionasse insieme costruttivamente sul futuro di un’azienda che è patrimonio di tutti”.
(red)