Roma, 8 mar – Rosario Pietraroia fu arrestato nel gennaio del 1976 e rimase in carcere fino al 1984 subendo violenze e torture che lo resero cieco. Durante quel periodo venne eletto presidente onorario dell’International Union of Metal, ovvero rappresentante dei lavoratori metalmeccanici di tutto il mondo. “Quando venne incarcerato la Cgil e il suo Molise si unirono alla mobilitazione internazionale per chiedere la sua scarcerazione: ci furono azioni, manifestazioni, presidi, volantinaggi e attività che vennero portate anche all’attenzione del Parlamento italiano” ha ricordato il dirigente della Cgil. Con il ritorno della democrazia riprese il suo impegno a favore dei diritti dei lavoratori fino alla sua morte avvenuta il 26 maggio del 1997. Oltre alla targa commemorativa presentata durante l’evento, Michele Pietraroia ha portato anche una lettera scritta dal segretario della Cgil Maurizio Landini che ha voluto rendere omaggio a questa figura storica che “ha dedicato la sua vita per i diritti dei lavoratori, per la democrazia e per la libertà”. Landini ha sottolineato come “il suo contributo per unire i metalmeccanici fu determinante così come il suo impegno in periodi storici caratterizzati da profonde contrapposizioni sociali e politiche. Il suo ruolo di guida e di riferimento politico e sindacale assunse la dimensione nazionale per poi superarla, esponendolo alla violenta repressione del regime militare e golpista che si scatenò in Uruguay e negli altri paesi dell’America del Sud a partire dal golpe militare del 1973”. (BIG ITALY / Red)