Roma, 8 mar – Ed ancora si evidenzia la presenza del fenomeno del cosiddetto leaky pipeline, ovvero la progressiva uscita delle donne dal percorso delle carriere accademiche una volta concluso il periodo di formazione universitaria. Il confronto tra gli anni 2005 e 2017 evidenzia per le donne cambiamenti di segno positivo che, tuttavia, non modificano il trend generale in modo sostanziale (+6 punti percentuali nel Grade A). Tali aspetti si possono riscontrare in tutti i Paesi dell’Unione Europea. Nell’anno accademico 2017/2018, su 1.659.855 iscritti ai corsi di laurea, le studentesse rappresentano più della metà della popolazione studentesca, sia complessivamente (55,5%), sia in quasi tutti gli ambiti. Si registra un picco nell’area “Humanities and the Arts” (77,6%), tradizionalmente scelta dalle studentesse, mentre la loro presenza diminuisce negli ambiti di carattere più scientifico o tecnico raggiungendo i livelli più bassi nell’area “Agricultural and veterinary sciences” (48,1%) e soprattutto nell’area “Engineering and technology” (27,4%). Analoghe osservazioni si possono fare relativamente alla distribuzione delle laureate per settore di studi. Nel 2017 il 57,6% dei 317.792 laureati sono donne e, anche in questo caso, agli estremi della distribuzione troviamo da una parte l’area “Humanities and the Arts” (79,5%) e dall’altra l’area “Engineering and technology” (30,9%). (PO / SEGUE)