Sulla Torino-Lione “non sono preoccupato: troveremo una sintesi con la Lega, che ha accettato la nostra impostazione” ma “sarebbe opportuno che i governatori Zaia e Fontana parlassero di meno. Stanno mettendo a repentagl i o un esecutivo: siano più responsabili”. Lo afferma il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, in una intervista a Il Fatto: “Faremo sintesi, non possiamo cadere per un buco che vogliono fare in una montagna” aggiunge. E rivendica sul rinvio dei bandi: “Quanto accaduto in queste ore è il frutto del lavoro di mesi” e “c’è una novità importante nell’ultima lettera di Telt, perché precisa che negli inviti alle imprese a presentare candidature verrà inserita la facoltà per la stazione appaltante, cioè per la stessa società, ‘di non dare seguito in ogni momento alla procedura, senza che ciò generi oneri per la stazione stessa né per i due Stati’, Italia e Francia. Quindi al nostro Paese non costerebbe nulla”. Inoltre “nel testo c’è un passaggio in più, rilevante. Nella legge francese è previsto che l’interruzione della procedura debba essere motivata in base a ragioni o fatti di interesse pubblico generale. Invece in base a questa lettera lo stop all’iter non dovrà essere in alcun modo motivato”. Quindi sottolinea: “Non ho mai nutrito alcun pregiudizio nei confronti dell’opera. Ma l’analisi costi-benefici ha dimostrato senza alcun dubbio che la Torino-Lione è stata una scelta sbagliata” e “non mi vengano a dire che ci abbiamo messo troppo per fare una valutazione seria. L’opera è stata ideata quasi trent’anni fa, e io sono arrivato nove mesi fa”. Quindi ribadisce: “Innanzitutto puntiamo a evitare che si sprechi denaro pubblico. Faremo un passo per volta, partendo dal dato che c’è una sproporzione evidente tra gli oneri previsti per la Francia e quelli per l’Italia”. Torna a smentire infine le sue dimissioni: “Gestisco decine di dossier delicatissimi, non mi stupisce che qualcuno non mi voglia lì. Ma io sento il sostegno di tutto il Movimento, e l’ho avvertito anche nell’ultima assemblea congiunta. Non ho mai pensato di dimettermi”. (11 mar – red)
