Roma, 11 mar – “I disturbi alimentari sono una malattia seria. Ne ho sofferto per 10 anni, sono stati 10 anni di buio totale, in cui ho smesso di amare me stessa e la vita, tentando pure il suicido, perché a 16 anni sono stata abusata e non l’ho denunciato. Ai giovani dico di non sottovalutare i segnali d’allarme. Intervenire ai primi sintomi è vitale, prevenire è vincere. Il corpo, con le sue ferite e violenze fisiche e psichiche, diventa una prigione e un campo di battaglia, quindi attraverso l’arte e la fotografia si vuole portare il nostro messaggio di vita e di speranza promuovendo la libertà. Ringrazio le autorità per aver accolto il mio grido d’aiuto, la mostra “Solo Amore Salva- Stop all’anoressia e bulimia” vuole far vedere la bellezza di ognuno di noi. Dobbiamo andare contro gli stereotipi e metterci la faccia per dire “io esisto, io valgo”, perché ognuno di noi è un’opera d’arte, è bellezza. Sentirsi amati, accettati e ascoltati è la prima medicina che permette di uscire dalla paura, dalla vergogna e dai sensi di colpa. La morte non ha l’ultima parola, quindi bisogna accendere la luce che è in noi, affinché tutti insieme diventiamo uno. Uniti per riabilitare l’autostima e la dignità di chi ha perduto l’accettazione di se stesso e del proprio corpo e il senso della vita. Si deve dare, infatti, forza e coraggio ai ragazzi colpiti dai disturbi alimentari, grazie anche ai professionisti, creando così una rete. Attueremo una campagna nazionale, andremo nelle varie città, coinvolgendo anche le forze dell’ordine andremo nelle stazioni e nelle caserme, le locandine dell’iniziativa saranno presenti in tutti gli studi dei medici di famiglia e presso la sede dell’Ordine dei Medici”. Così Nadia Accetti, Fondatrice di Donna Donna Onlus, ha presentato la mostra itinerante “Solo l’Amore Salva – Stop all’anoressia e bulimia, che si terrà a Palazzo Valentini fino al 18 marzo, realizzata dalla Onlus Donna Donna, con il patrocinio dalla Città Metropolitana di Roma Capitale, della Comunità Ebraica di Roma e dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia. (PO / SEGUE)