Roma, 11 mar – Cina, Mongolia, Indonesia ed Etiopia. Questi i primi paesi a sospendere i voli dei Boeing 737 Max 8, a seguito dello schianto avvenuto ieri pochi chilometri dopo il decollo da Addis Abeba del volo della Ethiopian Airlines che ha ucciso 157 passeggeri. I provvedimenti si sono resi necessari a seguito della constatazione delle circostanze simili col disastro aereo dello scorso ottobre in Indonesia, riguardante lo stesso modello di velivolo e avvenuto sempre pochi minuti dopo il decollo, provocando la morte delle 189 persone a bordo. L’Ethiopian Airlines ha annunciato che è stato formato un comitato “per condurre le indagini”, ma le prime notizie, arrivate a seguito del ritrovamento della scatola nera, non darebbero esiti certi in relazione alle possibili cause. A riportarlo l’emittente di stato etiope, Fana, che avrebbe raccolto le dichiarazioni di un funzionario della compagnia aerea che desidera rimanere anonimo. La commissione europea fa sapere che valuterà i rischi legati al Boeing 737 e prenderà le dovute decisioni ma, per ora, non vengono sospesi i voli in programma. In Italia le primissime reazioni riguardano iniziative delle associazioni dei piloti e dei consumatori, che chiedono di sospendere tutte le partenze dei modelli Boeing 737. Intanto la procura di Roma apre un’inchiesta per chiarire le cause dell’incidente in cui hanno perso la vita 6 nostri connazionali e altri 3 volontari stranieri, impiegati a Roma nell’ambito delle Nazioni Unite.
(SEGUE)