Roma, 12 mar – Nei prodotti finanziari a sostegno della Pubblica amministrazione CDP sta sviluppando un nuovo prodotto per l’anticipazione dei contributi del GSE e ampliando l’operatività dei Fondi per la progettazione alle attività di diagnosi energetica. Nell’ambito della cooperazione internazionale allo sviluppo, CDP guarda con particolare attenzione alla promozione delle energie rinnovabili e agli interventi di contrasto ai cambiamenti climatici nei Paesi in via di sviluppo, in coerenza con il perseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. L’accesso all’energia elettrica e la salvaguardia dei territori, infatti, rappresentano due pilastri fondamentali per promuovere processi di crescita sostenibili, duraturi e inclusivi. L’impegno nell’economia circolare rappresenta per Eni una leva strategica nella transizione verso un’energia decarbonizzata e sempre più sostenibile. Un percorso che ha visto la compagnia realizzare progetti importanti. Per fare alcuni esempi, nel campo della raffinazione, oltre a essere la prima compagnia al mondo ad avere convertito una raffineria tradizionale in bioraffineria (Venezia e presto anche a Gela), Eni è impegnata nel recupero degli oli vegetali usati e di frittura per produrre green diesel a supporto della mobilità sostenibile e sta sviluppando soluzioni tecnologiche che consentono di generare olio microbico da rifiuti di biomassa lignocellulosica (per esempio la paglia di grano o quella del mais). Sempre nell’ottica di spingere la filiera dell’economia circolare, Eni ha poi sviluppato e brevettato la tecnologia waste to fuel, che consente di utilizzare la frazione organica dei rifiuti urbani per produrre energia, trasformandoli tramite un processo di liquefazione in un olio da utilizzare per produrre biocarburante avanzato da impiegare per il trasporto marittimo. Un circolo virtuoso che è stato avviato con un impianto pilota a Gela finalizzato alla realizzazione di un impianto su scala semi industriale a Ravenna e di impianti industriali presso altri siti italiani di Eni, tra i quali Porto Marghera. Per quanto riguarda l’impegno nelle energie rinnovabili, Eni ha avviato in Italia un progetto che prevede il riutilizzo di suolo industriale presso i propri siti con l’obiettivo di realizzare impianti di generazione da fonte rinnovabile massimizzando l’auto consumo dell’energia elettrica prodotta. Tale iniziativa, denominata Progetto Italia, consiste nella costruzione di oltre 20 nuovi impianti per una capacità di circa 220 MW al 2021, con una produzione complessiva di energia elettrica di circa 0,4 TWh/anno, consentendo una riduzione delle emissioni di CO2eq di circa 150.000 ton/anno. (Red)