Roma, 12 mar – “Il memorandum con la Cina è una dichiarazione d’intenti posta in una cornice che non vincola le parti e non pregiudica in modo tassativo le scelte future, ma resta comunque un fondamentale problema di merito e di metodo: quanto cioè sia utile all’Italia muoversi in modo autonomo rispetto all’Unione europea – e in aperto contrasto con gli Stati Uniti – nei rapporti con un gigante economico che è cresciuto infrangendo trattati e regole commerciali. Per questo c’è da chiedersi che valore effettivo abbia l’impegno, nell’ambito della Via della Seta, a promuovere commercio e cooperazione industriale in modo aperto, libero e con appalti trasparenti. O quello di collaborare nel campo della protezione ambientale, quando la Cina ha il primato nell’esportazione di prodotti nocivi. Ma la contraddizione più evidente riguarda lo sviluppo di sinergie tra la Via della Seta e il sistema italiano di trasporti e infrastrutture, che comprende strade, ferrovie, ponti, aviazione civile, porti e la Rete trans-europea dei trasporti. Si consegnano i nostri porti in mano ai cinesi, e nello stesso tempo si blocca la Tav precludendogli di fatto un collegamento rapido con il resto d’Europa. Il governo è diviso anche su questo, e i dubbi nascono non tanto sul testo del memorandum, quanto sulla gestione troppo superficiale di un dossier che mette a rischio settori strategici come trasporti, energia e connettività digitale. L’impressione, ancora una volta, è che nessuno nella maggioranza abbia le idee chiare su quale sia davvero l’interesse nazionale, e che il memorandum sia una fuga in avanti poco ponderata. Per questo Forza Italia chiederà al premier Conte di riferire prima possibile in Parlamento”. Lo dichiara Anna Maria Bernini, capogruppo di Forza Italia al Senato.
(PO / Red)