“Non c’è dubbio che io abbia un carattere di m… Tendo a essere passionale e impulsivo. E in politica, in alcuni casi, medio molto poco. Di più: in questa fase in cui serve chiarezza non mi impongo l’ipocrisia formale come obiettivo delle mie battaglie” e “ci sono delle cose su cui sono ancora inesperto. Zingaretti ha detto che talvolta io impugno la clava dove potrei usare il fioretto. È un’immagine in cui mi ritrovo”. Lo afferma l’ex ministro Carlo Calenda in una intervista a Panorama. Conferma quindi l’incontro con Zingaretti che lo vorrebbe capolista nel Lazio alle Europee ma spiega che “il problema non è la mia collocazione personale, di cui sarei più che soddisfatto, ma il fatto che ci siano delle liste aperte”, “a me interessa un progetto aperto, con liste aperte, e con un simbolo che in qualche modo racconti questa storia”, “l’incontro con Nicola è andato bene. Quindi, salvo terremoti o retromarce, di altri, io ci sarò volentieri”, “ho avuto l’impressione che voglia costruire una cosa larga”. E aggiunge: “Lui rappresenta la tradizione dei Ds, io sono la società civile e la società liberal-democratica. Lui è la mediazione, io la rottura”. Spiega poi che “ho costruito una piattaforma, una lista unica delle forze politiche e civiche europeiste”. Ma smentisce si tratti dell’embrione di un partito: “Non credo nei partiti personali” e “solo se il Pd dovesse chiudere la porta, potrei fare altro. Penso che sarebbe un errore madornale, so che Zingaretti non lo farà”. Parla anche di Renzi: “Deve decidere cosa vuole. Per esempio, se vuole fondare un suo partito: lo farà dopo le Europee. Ma siamo molto diversi, in questo. Lui rimane nella logica di una politica che interviene poco e si ritaglia un compito molto… motivazionale. Io, esattamente l’opposto Voglio un’azione molto meno evocativa: noi dobbiamo dare diritto di cittadinanza alla paura, e dobbiamo intervenire contro le disuguaglianze” e “continuare a dire ‘non vi preoccupate, nel futuro sarà tutto meraviglioso’ è, come minimo, suicida”. Interrogato su Salvini inoltre dice: “E’ un opportunista politico. Se domani andassero di moda i migranti e le Ong, lui si dipingerebbe la faccia e andrebbe sulle barche”, “contribuisce a sdoganare il razzismo. perché agli aspiranti autocrati serve avere nemici. Sempre” e la Lega “asseconderà e sfrutterà la paura per limitare gli spazi di libertà e mantenere il consenso” ma intanto “inizia a esserci una saturazione. E Salvini si sta spaventando molto sull’economia. Quindi ha preso un tono più istituzionale. È un furbacchione”.(13 mar – red)