Roma, 13 mar – “In occasione della visita di Xi Jinping verranno firmati circa 25 documenti tra Italia e Cina compreso il memorandum che tanta attenzione sta suscitando. Il dibattito dell’opinione pubblica in Italia è iniziato molto tardi, ma sono contento che stia avvenendo perché queste sono scelte importanti che l’Italia si attinge a fare. E’ una grande opportunità per aziende italiane, ma nulla è mai a costo zero e mi sembra che il Premier Conte sia consapevole dei rischi connessi. Sarà una cooperazione bilaterale stretta tra Italia e Cina. Dopo 500 anni il Mediterraneo torna centrale: è una grande notizia per l’Italia. I due punti su cui bisogna essere estremamente cauti sono: la parte energetica e le telecomunicazioni. Su questo è necessario ancora qualche approfondimento e dibattito interno al Governo. Ogni accordo economico è un accordo di politica estera, ma ad oggi c’è sbilancio su bilancia commerciale a favore della Cina e questo va riequilibrato. I 2 punti che preoccupano Unione Europea e Stati Uniti sono l’energia e le telecomunicazioni perché non solo riguardano la sicurezza nazionale ma, essendo l’Italia membro della NATO e dell’Unione Europea, possono incidere su Paesi terzi. Quindi dobbiamo essere cauti. Una delle parole che mi preoccupano in questo Memorandum of understanding è la condivisione dell’interoperabilità. Per un paese della NATO, l’interoperabilità tra eserciti, aviazioni, marine, sistemi d’arma è qualcosa su cui bisogna essere estremamente cauti perché avere interoperabilità con paesi membri, e parlo di qualunque paese terzo, può mettere a rischio l’efficienza e la sicurezza dell’alleanza atlantica”.
Così Guglielmo Picchi, sottosegretario agli Affari Esteri (Lega) questa mattina a Rai Radio1 all’interno di Radio anch’io. (red)