Roma, 14 mar – L’Economia del Corriere della Sera ha selezionato 600 imprese “Champions” sulla base di severissimi parametri applicati a sei anni di bilanci, e così chiamati perché i loro bilanci mostrano (e sul lungo periodo) tassi record di crescita, di redditività, di solidità patrimoniale. Perché esportano, a volte anche oltre il 90% della loro produzione, e in quel che fanno sono considerati leader – quasi sempre di nicchia, ma non è meno complicato – di assoluta eccellenza. Più all’estero che in patria, però. Il paradosso, spiega il Corriere, è qui: I 600 Top che L’ Economia incontrerà domattina a Palazzo Mezzanotte, e ai quali ha dedicato il numero speciale che verrà presentato nella stessa occasione (sarà in edicola da domani, gratis, insieme al Corriere), sono uno spaccato della migliore imprenditoria italiana. Dalle loro fabbriche, cantine, laboratori escono gioielli della meccatronica che il mondo ci indivia, ottimi vini, tessuti per le grandi firme della moda, soluzioni ingegneristiche per (esempio) la prima auto interamente stampata in 3D, e naturalmente mobili di design, alimentari da gourmet, calzature super fashion. Le loro aziende sono piccole, è vero, al massimo medie: 20-120 milioni di fatturato quelle che troverete nella classifica delle Top 500, 120-500 milioni quelle della Top 100. Ciò non impedisce che oltre confine le considerino l’essenza del made in Italy, in qualunque settore. A noi, spesso, il nome e persino i brand di questi Campioni non dicono nulla, o molto poco. Cercarli, raccontarli come abbiamo fatto nelle scorse settimane (e nelle prossime continueremo), incontrarli adesso in Piazza Affari perché siano loro a raccontarsi direttamente, ci è sembrato il modo migliore di festeggiare il secondo compleanno de L’Economia .
(BIG ITALY / Sis)