Roma, 14 mar – “Il Venezuela – spiega Venezolanos en Red – è un paese tropicale, ci sono città che mantengono temperature di 30 gradi durante tutto l’anno o, come Maracaibo e Coro, superano i 35 gradi centigradi. Queste temperature incidono sulla popolazione più vulnerabile. Marcisce quel poco di carne, che è così difficile da trovare, per il non funzionamento dei frigoriferi. Il bene più pregiato oggi nel Venezuela è il ghiaccio, non per le bevande, ma per cercare di allungare la vita degli alimenti che devono mantenere la catena del freddo”. “La maggior parte degli ospedali pubblici nel Venezuela non hanno generatori elettrici di emergenza e quei pochi che ne sono dotati, iniziano ad avere problemi. Si teme il collasso dell’Ospedale J.M. de los Rìos, un centro di salute infantile che riceve bambini provenienti da tutti gli stati venezuelani”, conclude la rete di Associazioni italiane pro-Venezuela chiedendosi: “Non è questa una crisi umanitaria? Non richiede questo di aiuto internazionale? Se l’aiuto non si concretizza, assisteremo a un olocausto in piena epoca delle comunicazioni in tempo reale”. (Red)