Roma, 18 mar –“L’Italia al terzo posto – dietro Stati Uniti e Francia – tra i Paesi più colpiti dalla contraffazione è l’ennesimo segnale di come la situazione stia declinando in maniera allarmante dando una prospettiva che non fa che peggiorare anno dopo anno”. A dirlo è Mario Peserico, presidente di INDICAM – l’associazione italiana per la tutela della proprietà intellettuale – commentando i dati del Report di EUIPO (Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale) e OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) su “Tendenze del commercio di prodotti contraffatti e usurpativi” che aggiorna il lavoro svolto nel 2016. Lo studio conferma, per l’Italia, la stima di 88.000 posti di lavoro persi a causa del mercato della contraffazione, un dato che equivale al 2,1% del totale dei lavoratori impiegati nei settori colpiti dal fenomeno. Nel nostro Paese, inoltre, sarebbero 10,3 i miliardi di euro di mancato gettito tributario causato dalla contraffazione (di cui 4,3 miliardi di euro persi per il mancato pagamento dell’IVA), una cifra che equivale al 3,2% del totale delle tasse riscosse e allo 0,62% del PIL. Il report evidenzia, poi, come il 15,1% del valore dei beni sequestrati contraffatti a livello mondiale sia a danno di marchi registrati in Italia, un dato che pone il Bel Paese al terzo posto di questa classifica, alle spalle di Stati Uniti (con il 24%) e Francia (16,6%). (SEGUE)