Roma, 18 mar – Era in Siria per combattere i terroristi islamici, al fianco dei resistenti curdi nonostante la legge italiana lo vietasse e giusto un anno fa, in una intervista audio-registrata al Corriere Fiorentino, spiegava: “se dovessi tornare in Italia non mi preoccuperei troppo delle conseguenze. Io non ho nessuna remora morale, sto facendo la cosa giusta, sono a posto con la mia coscienza. È la cosa giusta da fare: combattiamo”. Lorenzo Orsetti, trentatreenne di Bagni a Ripoli, Firenze, in Italia non tornerà: oggi l’Isis, il sedicente Stato islamico, ha mostrato online la foto di un combattente morto, e quella della sua tessera sanitaria, che dovrebbe confermare l’identità del foreign fighter. “Abbiamo ucciso un crociato italiano negli scontri di Baghuz”, la località sulla sponda dell’Eufrate, vicinissimo al confine con l’Iraq, in pieno Kurdistan. Orsetti a Firenze faceva il cuoco, poi la svolta, raccontava al Corriere Fiorentino: “Mi sono avvicinato alla causa curda perché mi convincevano gli ideali che la ispirano, vogliono costruire una società più giusta più equa. Per questi ideali sarei stato pronto a combattere anche altrove, in altri contesti. Poi è scoppiato il caos a Afrin e ho deciso di venire qui per aiutare la popolazione civile a difendersi”. La Rete Kurdistan Sardegna saluta così l’italiano: “Hanno ucciso Orso. Onore a Tekoser”, come recitava il suo nome di battaglia.
(Sis)