Roma, 19 mar – A poche ore dalla visita in Italia del leader cinese XI Jinping e nel mezzo dell’infuocato dibattito sul memorandum per la Via della Seta, “non si può non considerare anche l’enorme potenza turistica della Cina – ricorda L’Arena -, tenendo conto del fatto che una persona su 5 al mondo è cinese: sono oltre 130 milioni, infatti, i cinesi che annualmente si recano all’estero per turismo o per lavoro. Di questi circa il 13% arriva in Europa e solo una piccola parte arriva direttamente in Italia per visitare il nostro Paese che ha nelle città d’arte e nei monumenti i principali motivi di attrazione. Esattamente, secondo i dati Istat, dalla Cina si registrano 1,4 milioni di turisti per un totale di 3 milioni 77 mila arrivi e poco più di 5 milioni di presenze. Dall’altra parte è enorme anche la potenzialità del Paese del Dragone come meta turistica”. “La Cina – spiega Damiano De Marchi, ricercatore del Ciset – Centro internazionale di studi sull’ economia turistica – ha superato l’Italia per arrivi internazionali di turisti (60 milioni contro i 58,3 del Belpaese) e Pechino è diventato il secondo aeroporto al mondo, una situazione fino a 20 anni fa impensabile. Per non parlare del turismo domestico del Paese, su cui il governo sta molto spingendo, che ha toccato i 3 miliardi di arrivi. L’ Italia continua a essere nella mente dei turisti cinesi, ma non sempre questo sogno diventa realtà, perchè la scelta si basa anche sulla facilità di raggiungimento e la politica dei visti e l’ assenza di voli diretti penalizzano moltissimo”. Una sfida per i prossimi anni è proprio questa: rendere più facile l’accesso al nostro Paese. L’ Italia è il terzo paese più visitato e Roma è la seconda città più scelta, con arrivi in continuo aumento, assieme a Venezia (1 cinese su 5 pernotta in Veneto), Firenze e Milano. Le 10 destinazioni preferite sono state in ordine di visitatori: Francia, Germania, Italia, Spagna, Russia, Gran Bretagna, Svizzera, Grecia, Repubblica Ceca e Ungheria. (red)