Firenze, 19 mag – Sta diventando sempre più comune sulle nostre tavole per le
sue elevate qualità nutraceutiche e perché priva di glutine. La quinoa, lo
pseudocereale che gradualmente si è inserito nella nostra dieta, potrebbe presto
diventare un prodotto “Made in Italy” grazie a una varietà adattabile alle nostre
condizioni climatiche realizzata all’Università di Firenze, che ne ha depositato
i diritti presso il Community Plant Variety Office per sfruttarne commercialmente
l’utilizzo. La quinoa è al centro dell’attività di ricerca dell’Ateneo fiorentino
dal 1999 quando cioè il Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari,
Ambientali e Forestali (DAGRI) ha assunto il coordinamento del programma “FAO-
UNA-PERU American and European Test of Quinoa (Chenopodium quinoa)”. In questi
anni sono stati condotti degli studi presso il “Centro per il Collaudo ed il
Trasferimento dell’Innovazione” di Terre Regionali Toscane, a Cesa, in provincia
di Arezzo fino alla messa a punto del “Quipu”, la prima quinoa italiana. Tutte le
altre, coltivate nel nostro Paese e finora disponibili sul mercato, hanno avuto
origine da varietà importate soprattutto dal Nord-Europa. “L’introduzione di
questa specie – spiega Paolo Casini, docente di Agronomia e coltivazioni erbacee
– non è esclusivamente affidata all’utilizzo di varietà importate dall’Altopiano
delle Ande, in quanto incapaci di adattarsi al nostro fotoperiodo”. Il
miglioramento genetico ha ridotto al massimo alcuni gravi problemi come
l’incompleta maturazione, che altera inoltre la qualità nutrizionale della pianta
e rende più difficoltose tutte le operazioni di post raccolta. “Quipu – prosegue
Casini – è caratterizzata da un ciclo precoce e da una buona tolleranza alla
siccità. Caratteristica, questa, che la rende particolarmente interessante come
coltura da introdurre, in semina di fine inverno, nelle rotazioni degli
ordinamenti colturali non irrigui”. (BIG ITALY / Gil)