Roma, 20 mar – Il ritorno di Xi Jinping a Roma, questa volta nella veste di Presidente cinese, si colloca in un contesto di rapporti bilaterali in continua crescita nel tempo nell’ambito del partenariato strategico italo-cinese sottoscritto il 5 ottobre del 1978. Già nel 2011, in occasione delle celebrazioni del 150mo anniversario dell’Unità d’Italia, Xi Jinping, all’epoca vice presidente cinese, giunse in Italia per incontrare il presidente della Repubblica e il presidente del Consiglio dei ministri. Fu, anche, l’occasione, per firmare 14 intese commerciali per un valore complessivo di circa 3 miliardi di Euro. Gli incontri istituzionali di domani, che Xi Jinping terrà con le massime cariche dello Stato Italiano, saranno un momento estremamente importante per rafforzare ulteriormente i rapporti economici e politici bilaterali, ma anche l’occasione per cogliere alcune opportunità concrete per il nostro Paese in uno dei settori più importanti per la crescita e la competitività, quello della trasformazione digitale. Già nel 2010 un risultato premiante in tale settore fu il Memorandum d’intesa, sottoscritto tra i due Stati, per l’istituzione di tre centri congiunti di ricerca per l’innovazione, il trasferimento tecnologico e l’e-governement, attualmente promosso dalla Città della Scienza di Napoli. “L’Italia è già presente nel mercato cinese con le grandi e medie aziende, ma dobbiamo sfruttare questo momento per aiutare anche i nostri imprenditori più piccoli e con scarsa forza finanziaria, ma con alto contenuto innovativo, a penetrare nel mercato cinese e trovare partnership, proteggendoli dal rischio di essere fagocitati o copiati” afferma Mauro Nicastri, responsabile Competenze Digitali della Agenzia per L’italia Digitale e presidente della associazione Italian Digital Revolution, in occasione di un incontro alla Link Campus University di Roma. (red)