Roma, 20 mar – Minore intransigenza si rileva per i comportamenti alla guida: parcheggiare in divieto (il 74,8% non lo ritiene mai ammissibile) è più tollerato che usare il cellulare quando si è alla guida (79,6%). Nella prima circostanza la brevità della sosta (8,3%) e il non costituire ostacolo alla circolazione (8,4%) sono le principali circostanze portate a giustificazione del comportamento scorretto, seguite dalla insufficienza dei parcheggi (6,7%). L’uso del cellulare alla guida è giustificato principalmente per telefonate urgenti (14,4%), molto meno negli altri casi. Per i comportamenti alla guida le graduatorie territoriali si invertono: i residenti al Sud sono più intransigenti di chi risiede al Nord, anche se, come già rilevato, parcheggiare dove è vietato è un comportamento che proprio gli abitanti del Sud adottano più diffusamente. La contrapposizione tra intransigenti e tolleranti si osserva anche, a parità di età, tra uomini e donne: queste ultime sono più severe sull’inammissibilità di alcuni comportamenti che riguardano la quotidianità. Il divario di genere si attenua tra le persone di 65 anni e più, età in cui l’intransigenza aumenta anche tra gli uomini. Le distanze di giudizio legate all’età variano a seconda dei comportamenti presi in esame, con gli anziani molto più intransigenti per il viaggiare senza biglietto e l’uso del cellulare alla guida; per altri aspetti, come gettare a terra cartacce le differenze si attenuano. Il ricorso alla raccomandazione e l’infedeltà fiscale appaiono come elementi particolarmente critici nel rapporto tra cittadini e rispetto delle regole: meno di 7 persone su 10 le ritengono inammissibili. Sulla ricerca del lavoro è particolarmente rilevante la quota di persone di 14 anni e più che ritengono giusto in alcuni casi farsi raccomandare (28,3%). La giustificazione più diffusa è la mancanza di alternative per ottenere un posto di lavoro (19,6%) mentre l’8,7% lo valuta un comportamento ammissibile se lo si merita. (PO / SEGUE)