Roma, 20 mar Quanto alle differenze di genere, la quota di donne che attribuiscono la massima gravità ad alcuni comportamenti alla guida è sempre più elevata di quella degli uomini. I divari maggiori, in termini di gravità percepita, si osservano nell’uso delle cinture di sicurezza (62,8% delle donne contro 54,8% degli uomini) e rispetto all’utilizzo del cellulare alla guida senza auricolare o vivavoce (rispettivamente circa il 56% delle donne e il 50% degli uomini). Si mantengono elevate le differenze anche sull’uso del casco e sulla guida dopo aver assunto alcol (con una forbice di circa 5 punti percentuali a favore delle donne) anche se tendono a ridursi in alcune fasce di età: ad esempio sull’uso del casco, i giovanissimi tendono a sottovalutarne la gravità anche a parità di genere. Tra i più anziani, sia uomini che donne, diminuisce invece la percezione di gravità rispetto al guidare dopo aver bevuto alcol. Sui comportamenti afferenti la sfera pubblica, le differenze di genere sono meno evidenti, le donne sono più intransigenti degli uomini, ma gli scarti si mantengono intorno ai due punti percentuali. L’aspetto che invece differenzia maggiormente uomini e donne è l’infedeltà fiscale che risulta più grave per le donne rispetto agli uomini (55,9% contro 51%). Le differenze sono meno marcate solo tra i giovani di 18-24 anni che si mostrano complessivamente più tolleranti sull’argomento. Su questo aspetto inoltre si osservano consistenti differenze per età: quote inferiori al 50% fino ai 44 anni, con valori intorno al 43-44% tra i 18-34enni e quote più alte, pari al 62,5%, tra le persone di 65 anni e più. (PO / red)