Roma, 21 mar – “Lo studio dimostra la centralità del mondo agricolo, portatore di nuovi modi di far impresa, secondo una costante diversificazione in agricoltura, che abbraccia sfere di produzioni non solo primarie, come li cibo. Nelle imprese del Lazio – ha sottolineato Onorati – c’è l’esigenza di una cultura responsabile, volta al miglioramento della qualità della vita, perciò ambiente, qualità della vita, insieme alle risorse agricole, che si legano a progetti mondiali come l’Agenda 2030 voluta dall’Onu. Ho la forte speranza che le donne siano portatrici di un un atteggiamento e di una sensibilità su temi come la riconversione ecologica, la qualità della vita, che portano ad un approccio diverso, come molti studi dimostrano di essere giusto.
Rispetto alla media nazionale dello 0,45%, le donne nelle aziende nella Regione Lazio sono il 1,32%. C’è ancora molto da fare, perché si fa molto fatica ad incentivare tutto questo, che non deve però essere visto come un privilegio, ma necessario per il tessuto economico e sociale. Abbiamo un’esigenza di dinamismo imprenditoriale – ha concluso Onorati – che abbraccia diverse competenze, come Regione Lazio stiamo lavorando affinché imprese parlino al femminile e al recupero di arti e mestieri”. (BIG ITALY / PO / Pep)
