(21 marzo 2019) Il responsabile del reparto di Ostetricia dell’ospedale ‘Cardarelli’ di Campobasso ha fatto sapere che per mancanza di personale non è più in grado di garantire il servizio, e allora il commissario alla Sanità del Molise ha deciso di richiamare al lavoro i medici già in pensione. Ancora non si sa quanti abbiano accettato. Un analogo allarme è giunto nelle stesse ore dall’Inps. Il nuovo commissario Pasquale Tridico e la direttrice generale Gabriella Di Michele, hanno detto che all’Istituto mancano circa 900 medici legali. L’ultimo concorso si è svolto trent’anni fa e oggi all’Inps sono rimasti non più di 450 medici, per lo più in età avanzata. Pochi per garantire l’accertamento delle invalidità e le visite fiscali di controllo. In Italia la carenza di personale medico era da tempo un problema ma ora sta diventando un’emergenza dopo l’introduzione della cosiddetta quota 100 con conseguente pensionamento anticipato di migliaia di camici bianchi. Secondo uno studio dell’Anaao tra oggi e il 2025 potrà andare in pensione circa la metà dei 105.000 medici specialisti attualmente impiegati nella sanità pubblica. Un esodo biblico da un servizio sanitario che – stando ai dati Eurostat – ha i medici più anziani d’Europa, con il 54% che ha una età superiore a 55 anni. Per evitare il collasso della sanità pubblica, Anaao chiede che siano incrementati i contratti di formazione specialistica dei giovani medici, portandoli ad almeno 10 mila l’anno, e chiede soprattutto che negli ospedali si torni ad assumere, eliminando i vincoli di spesa, semplificando le procedure concorsuali, prolungando la validità delle graduatorie e permettendo, nel caso di carenza di partecipanti ai concorsi, una entrata al lavoro anticipata agli specializzandi dell’ultimo anno. Chi ha voluto quota 100 adesso dovrebbe riparare la falla.
