Roma 21 mar – Si è concluso a Roma il Convegno “Il ruolo dell’intuito nella ricerca scientifica”, svoltosi presso la sede del CNR ed organizzato dall’ente con la collaborazione della Cappellania degli Enti di Ricerca del MIUR (Vicariato di Roma, Servizio per la Cultura e l’Università), l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, l’Agenzia Spaziale Italiana, l’Istituto Nazionale di Astrofica e l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. Al centro delle riflessioni l’intuizione, presentata dai diversi relatori in base alla propria disciplina di provenienza. Ad aprire l’evento il padrone di casa Massimo Inguscio, presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche che, nel presentare il CNR come ‘la casa dove diversi saperi si mescolano’, ha fornito il suo punto di vista sull’oggetto della conferenza: “La serendipity (libertà della testa, ndr) è la condizione di chi ha l’intuizione” spiega il presidente. A seguire è intervenuto Nando Ferroni, presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che ha specificato come il ruolo del ricercatore possa anche fare a meno dell’intuito, “ma sono quelli che ne dispongono a far crescere la scienza”. Il convegno è poi proseguito con l’intervento del professor Tullio Pozan, neurologo e direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche del CNR che, prima di ricordare i prestigiosi risultati che anche la neurologia ha conseguito negli ultimi tempi, ha analizzato le figure storiche che, dalla fisica alla musica hanno segnato nell’immaginario collettivo il concetto di intuito: “Per le scienze cognitive l’intuizione è una soluzione improvvisa ad un problema a lungo irrisolto. Ogni scoperta comincia da un problema che genera l’idea in chi lo risolve. Ci sono nella storia molti esempi di intuizioni improvvise. Come non pensare ad Archimede che, in una vasca da bagno, ha la sua famosa intuizione. Stesso discorso per Einstein, Mozart e via così fino ad arrivare a oggi”. A seguire si sono aggiunti gli interventi di Anna Sirica, direttrice dell’Agenzia Spaziale Italiana, don Mauro Oliva, cappellano degli enti di ricerca del MIUR, Antonio Bellingreri, docente di pedagogia dell’Università degli Studi di Palermo, Riccardo Brunetti, docente di psicologia e scienza cognitiva dell’Università Europea di Roma, e Nicolò D’Amico, presidente dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, don Paul Gilbert, docente di Filosofia teoretica alla Pontificia Università Gregoriana di Roma e don Andrea Leonardo, direttore dell’Ufficio Servizio per la Cultura e l’Università della Diocesi di Roma. (Lgs)
