Roma, 26 mar – “Fin dai primi insediamenti, uomini e donne hanno sempre conosciuto forme di mobilità, vuoi per esigenze ambientali vuoi per spingersi oltre; la mobilità è uno dei fattori che ha caratterizzato la storia dell’umanità – ha rimarcato Ricciardi -. La recente migrazione italiana messa al confronto con quella passata, fa emergere un quadro piuttosto variegato. A differenza di quanto si crede, non sono solo i giovani a lasciare l’Italia, ma la nuova mobilità coinvolge molte fasce di età e provenienze regionali. Inoltre, a partire non sono solo i cosiddetti cervelli in fuga, ma la migrazione italiana continua a interessare tutti i ceti sociali”. Franchi ha tracciato un quadro della nuova migrazione italiana a Basilea e ha presentato le testimonianze di persone giunte da pochi anni. Un contributo è stato dato da Christof Hiltmann, che ha raccontato come la crescita e lo sviluppo di Birsfelden – sobborgo di Basilea – sia frutto delle migrazioni che negli Anni ’60 e ’70 arrivavano per colmare la mancanza di manodopera nella regione. Hiltmann ha rimarcato l’arricchimento culturale e la reciprocità del valore aggiunto che ne deriva per entrambe le comunità, quella di accoglimento e quella dei nuovi arrivati. Il successo di questa sinergia sta nell’integrazione dei nuovi arrivati e nella capacità del Comune a raccogliere domande e bisogni dando risposte concrete. Argomentazioni, testimonianze e riflessioni da parte del pubblico presente, sono raccolte dalle Acli che hanno in programma, nel corso dell’anno, una serie di convegni nelle diverse regioni linguistiche della Confederazione. (BIG ITALY / Red)