Strasburgo, 26 mar – Una Risoluzione parlamentare approvata con 535 voti favorevoli, 80 contrari e 44 astensioni esorta l’Unione Europea e gli Stati Membri a sviluppare politiche contro il razzismo e a metter fine alle discriminazioni nel campo dell’istruzione, la salute, il diritto penale, la partecipazione alla vita politica e l’accesso alle abitazioni. Il costante aumento degli attacchi verso cittadini d’origine africana ha spinto i parlamentari a chiedere alla Commissione e ai governi di fornire adeguata protezione giuridica ai 15 milioni di afro-europei dell’Unione, riconoscendo il razzismo, la xenofobia e le discriminazioni quali crimini d’odio che devono essere oggetto di reali inchieste giudiziarie e adeguatamente sanzionati. Il Parlamento esorta poi l’esecutivo a immaginare una forma di discriminazione positiva nei confronti delle persone d’origine africana, mettendo in atto politiche che le avvantaggino nel quadro degli attuali programmi di finanziamento europeo e del prossimo bilancio pluriannuale (2021-2027). Due ultime importanti prese di posizione riguardano il profiling razziale – attualmente usato in molti casi di misure antiterrorismo, controllo dell’immigrazione e d’applicazione del diritto penale – che dev’essere immediatamente abbandonato dalle amministrazioni degli Stati membri ed il riconoscimento pubblico dei crimini commessi durante il periodo coloniale, con la restituzione dei beni sottratti alle colonie e delle scuse pubbliche per i le ingiustizie perpetrate allora, accompagnate dall’inserimento dello studio del colonialismo e la schiavitù nei programmi scolastici e la desecretazione degli archivi dell’epoca. (GIF / UE)