Roma, 27 mar – Il dato occupazionale si distribuisce in maniera leggermente diversa rispetto a quanto riportato per il valore della produzione: la gestione delle risorse naturali occupa infatti oltre 202mila unità di lavoro, corrispondenti al 52,2% del totale del settore, mentre le attività di protezione ambientale coprono il restante 47,8%, che in termini assoluti corrispondono al poco più di 185mila unità di lavoro. Il peso sull’occupazione complessiva, sempre in termini di unità di lavoro, è pari all’1,62%. Fra le diverse tipologie di comportamenti prescelti dalle imprese, il 55,9% del campione si è concentrato sulla riduzione dell’impatto ambientale della propria attività; questo valore relativo cresce al crescere della dimensione d’azienda, arrivando al 70,3% fra le più grandi. Seguono nell’ordine: la rilevanza sociale dell’attività aziendale (48,8%), una pianificazione di lungo termine, in grado di valutare in maniera corretta le ricadute dell’attività produttiva anche al di fuori del perimetro aziendale (45,2%), il coinvolgimento dei portatori di interesse (stakeholder) nelle decisioni aziendali (30,2% sul totale delle imprese, il 44,9% fra le più grandi). Gli investimenti in processi di economia circolare interessano invece il 13,4% delle imprese e anche per questa tipologia di iniziative la diffusione fra le imprese maggiori appare più estesa (26,5%). (SEGUE)