Roma, 1 apr – “Ci accusano di essere nemici delle donne, ci danno dei fanatici, ci coprono di insulti quotidiani. Nell’ultimo mese sono stato più insultato dal 5 stelle che dalle opposizioni”, “forse non hanno più a cuore lo stare al governo del Paese… Che cosa dovrei pensare? È evidente che se qualcuno continua a provocare, significa che vuole una reazione”. Lo afferma il ministro alla Famiglia Lorenzo Fontana, in una intervista al Corriere della Sera, reduce dal congresso di Verona. E aggiunge: “Ho persino letto una dichiarazione di Luigi Di Maio in cui diceva che qualcuno nega il tema della violenza sulle donne. Questo è un insulto deliberato. Difficile andare avanti a lavorare con chi ti insulta”. E replica a Vincenzo Spadafora secondo cui per le famiglie il suo dicastero non ha fatto nulla: “Forse Spadafora dormiva. Di certo, per i problemi di finanziaria, non tutto quello che vogliamo fare concretamente per le famiglie siamo già riusciti a farlo e ci siamo trovati tante misure azzerate perché finanziate dal precedente governo fino al 2018. Però, siamo al lavoro da soli nove mesi. Come promemoria per Spadafora, gli ricordo che noi abbiamo tentato di mettere qualcosa anche nel reddito di cittadinanza senza aver trovato da parte loro una grande sensibilità. Detto questo: c’è l’incentivo alla natalità che prevede assegni tra i 960 e i 1920 euro (e il 20% in più dal secondo figlio), l’aumento del 50% agli incentivi per gli asili nido, il congedo di paternità fino al sei giorni. E poi, il finanziamento più interessante di tutti: i 100 milioni del fondo famiglia”, “l’80% della cifra andrà per le politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia”. Evidenzia poi che “il primo attacco di Di Maio è arrivato proprio mentre io ero a New York, dove ho parlato alle Nazioni Unite esattamente di questo: dell’importanza per la donna della conciliazione tra i tempi del lavoro e della famiglia”. (red)