Roma, 1 apr – Laura Laera, vicepresidente della Commissione adozioni internazionali, in una intervista a Repubblica contesta il dato reso noto dal ministro dell’Interno Salvini di 30mila coppie in attesa di un’adozione: “Forse il ministro dell’Interno si riferisce al dato dei minori fuori-famiglia. Ragazzi che per diversi motivi sono stati allontanati dai nuclei d’origine. Ma attenzione: circa la metà di questi sono già in affido familiare anche presso parenti. Una buona parte, poi, sono minori stranieri non accompagnati. E soltanto un numero residuale vive nelle case famiglia”. Inoltre le coppie in attesa di adozione internazionale “sono circa 3.400, nel 2018 sono entrati nelle famiglie italiane 1.394 bambini” e attualmente “molti Paesi, ultimo l’Etiopia, chiudono le frontiere, fermano le adozioni. Alcuni perché si sta sviluppando l’adozione nazionale, altri per spinte nazionaliste, per dimostrare che non hanno un problema di infanzia abbandonata. Spesso non è la realtà ma è cosi. La domanda oggi supera l’offerta. Senza dimenticare il tema salute”, “problemi spesso risolvibili, ma reali”. E aggiunge: “Posso assicurare che con i Paesi dove è ancora possibile adottare abbiamo rapporti eccellenti. Siamo i secondi al mondo per numero di ingressi, non dobbiamo dimenticarlo. Ma ripeto: i bambini disponibili sono sempre meno”. La Lega presenta oggi una proposta di legge per sveltire le adozioni … “Cosa vuol dire sveltire? Difficile pensare che si possa intervenire sulle procedure dei Paesi stranieri di provenienza dei bambini”. E sulle critiche per i temi lunghi delle pratiche precisa: “Abbiamo procedure rigorose per accertare se le coppie sono in grado di affrontare un’adozione. Ed è giusto. È un percorso difficile, si tratta di prendersi cura di bambini che hanno subito traumi, abbandoni. Non sono le procedure a essere sbagliate, ma è il personale che manca. Se i servizi avessero più risorse i tempi si potrebbero dimezzare”. Nel 2016 sono stati dichiarati adottabili 1.200 bambini, contro 8.342 domande… “La questione è delicatissima. Si tratta di togliere un figlio ai genitori. Le procedure non possono che essere molto accurate e garantiste”. (PO / red)