Roma, 1 apr – All’indomani del contestatissimo Congresso delle Famiglie di Verona, le polemiche sui temi legati all’iniziativa non si esauriscono ma anzi continuano ad agitare le acque all’interno del governo. Per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Vincenzo Spadafora “il ddl Pillon non esiste più. Non andrà mai in aula”. Parole tombali da parte del membro del governo in quota M5S – in merito alla proposta di legge che introdurrebbe una serie di modifiche in materia di diritto di famiglia, separazione e affido condiviso dei minori – che potrebbero rinfocolare l’ennesimo caos all’interno della maggioranza. Dall’opposizione, intanto, la senatrice del Pd Monica Cirinnà spiega: “Ho ascoltato le dichiarazioni del sottosegretario Spadafora ad Omnibus, e sono curiosa di vedere se il Movimento 5 stelle sarà in grado di andare fino in fondo. Per noi non ci sono dubbi: il ddl Pillon è inemendabile e va ritirato al più presto”. “Dopo la grande manifestazione che a Verona ha riaffermato la centralità dei diritti -aggiunge – è necessario un coordinamento di tutte le donne elette in Parlamento che vada oltre le appartenenze politiche per fermare insieme ogni deriva che voglia mettere in discussione le conquiste di civiltà che il nostro Paese ha fatto”. Secondo Francesco Giro, di Forza Italia, “il disegno di legge Pillon non è stato bocciato dal sottosegretario arcobaleno Spadafora, ma dalla realtà che vivono le famiglie, le mamme e i papà e i loro figli, che è completamente diversa da quella immaginata dal collega Pillon. Lo diciamo da almeno un anno. Punto e a capo”. (PO / SEGUE)