Roma, 3 apr – “La crescita all’estero – prosegue Ferro – va perseguita nelle diverse direzioni di aumentare il fatturato delle imprese sui mercati internazionali, di aumentare il numero degli esportatori, coinvolgendo di più le piccole imprese, e di accrescere la collaborazione di filiera per aumentare il valore aggiunto domestico generato da ogni euro di prodotto esportato. L’Ice è impegnata a supportare le imprese – che sono i nostri clienti – con rinnovato spirito di servizio e crescente attenzione verso i giovani e l’innovazione digitale dei processi. Può esserci crescita, ma non c’è sviluppo sostenibile se non acceleriamo l’inclusione dei giovani nel mondo del lavoro. La disoccupazione giovanile al 32% non è solo un grave problema sociale. L’innovazione delle imprese non può permettersi di perdere il contributo di una generazione. Serve nuova linfa, una visione innovativa e un approccio diverso rivolto ai nuovi modelli di consumo, alla rete e alla sostenibilità. Per questo l’Ice investirà risorse aggiuntive nella formazione di giovani export manager e nello sviluppo e nella crescita delle startup. Vogliamo anche aiutare le imprese a cogliere le opportunità offerte dalle nuove tecnologie digitali, particolarmente per le piccole società che hanno difficoltà a far fronte in tempi rapidi al cambiamento imposto dai nuovi modelli di business. Penso all’accesso alle piattaforme di e-commerce, all’utilizzo di tecnologie digitali per la tracciabilità di prodotto a protezione del branding o della denominazione di origine, all’utilizzo dei big data. La competizione sui mercati internazionali è una partita di squadra. Serve una nuova fase di cooperazione pubblico-privato per valorizzare sui mercati internazionali il capitale umano, imprenditoriale e tecnologico del nostro sistema produttivo per la crescita delle imprese e lo sviluppo dell’occupazione e del territorio”.