Napoli, 4 apr – Il Corriere del Mezzogiorno intervista oggi Gaetano Manfredi,
rettore della Federico II, ma anche presidente della Crui a proposito dell’
“emigrazione universitaria” che definisce “ più che emorragia “ una “vera e propria
desertificazione”. Manfredi analizza i dati Svimez, pubblicati ieri dal Corriere
del Mezzogiorno che parlano di una “fuga della «meglio gioventù» meridionale”:
“Nell’ anno accademico 2016-2017 157 mila diplomati del Sud si sono iscritti negli
atenei del Centro-Nord. Il dato più alto è quello lucano, il più basso campano” si
legge sul quotidiano. “È un fenomeno – spiega Manfredi – che già esisteva e si è
molto amplificato con la crisi economica. La forte migrazione verso il Nord la
motivo essenzialmente col fatto che visto che in quelle regioni ci sono opportunità
di lavoro, si trasferiscono già da studenti. Hanno così un piede direttamente nel
mercato”. A proposito di cosa comporta questo fenomeno aggiunge: “Danni enormi.
Sul Pil perché quelli più istruiti se ne vanno, sulla demografia, perché le regioni
meridionali da più giovani stanno diventando le più vecchie. Danni sul capitale
sociale, perché sono i migliori ad andar via. Non ci sarà classe dirigente”. (red)