Roma, 4 apr – “I frontalieri che perdono il lavoro potrebbero ricevere la
disoccupazione dalla Svizzera e non dall’ Italia. Sarebbe un bel vantaggio visto
che, in questo modo, riceverebbero il 70% o l’ 80% della media degli ultimi 6 o 12
salari, a seconda della situazione, rispetto all’ attuale Naspi italiana. Tradotto:
visto che lo stipendio elvetico è decisamente più alto rispetto a quello italiano,
questo cambiamento potrebbe modificare in meglio la portata dell’ ammortizzatore
sociale”. A descrivere la situazione è oggi su La Prealpina Andrea Puglia,
sindacalista dell’ Organizzazione cristiano sociale ticinese. Il quotidiano riporta
le parole di Puglia: “I dipartimenti tecnici dell’ Unione europea – dice il
sindacalista – hanno dato il loro consenso ufficiale a una proposta in materia di
disoccupazione elaborata dalla Conferenza europea dei sindacati, inserita in un
testo giuridico comunitario che si applica a tutti gli Stati aderenti all’ accordo
sulla libera circolazione delle persone”. E, quindi, pure alla Svizzera che è fuori
dall’ Ue ma dentro l’ area Schengen. “La novità – aggiunge Puglia – prevede che i
frontalieri, in futuro, potrebbero avere diritto a percepire l’ indennità di
disoccupazione nello Stato dove hanno lavorato a partire dal sesto mese di
disoccupazione in poi, mentre i primi cinque mesi continuerebbero a essere
garantiti dallo Stato di residenza” si legga ancora sul quotidiano. (red)