Roma, 5 apr – “Una nuova questione, delle più delicate, è quella che riguarda l’uso dei social media da parte dei magistrati: si tratta di strumenti che, se non amministrati con prudenza e discrezione, possono vulnerare il riserbo che deve contraddistinguere l’azione dei magistrati, e potrebbero offuscare la credibilità e il prestigio della funzione giudiziaria”. È uno dei passaggi dell’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia di inaugurazione dei corsi di formazione della Scuola Superiore della Magistratura per l’anno 2019, che si è svolta a Scandicci (Firenze). Mattarella sottolinea inoltre come la magistratura “non deve mai farsi suggestionare dalla pressione che può derivare dal clamore mediatico alimentato intorno ai processi poiché le sue decisioni non devono rispondere alla opinione corrente – né alle correnti di opinione – ma soltanto alla legge. Non deve essere condizionata da spinte emotive evocate da un presunto, indistinto ‘sentimento popolare’, che condurrebbero la giustizia su sentieri ondeggianti e lontani dalle regole del diritto. Anche per questa ragione nel nostro sistema costituzionale la magistratura non è composta da giudici o pubblici ministeri elettivi e, vorrei aggiungere, ovviamente, neppure da giudici o pubblici ministeri con l’obiettivo di essere eletti”. (Roc)