Roma, 8 apr – “Voglio tranquillizzare tutti: non farò campagna elettorale con fasci littori, saluti romani e fez. Trovo però inaccettabile che Facebook chiuda il mio profilo personale solo perché il mio cognome è Mussolini. Ieri sono stato bloccato fino al giorno 11 di aprile, pur non avendo scritto nulla. Dopo una giornata di insulto libero contro la mia persona e la mia famiglia. Se poi la policy di Facebook è consentire foto a testa in giù, insulti, minacce di morte e di aggressioni, e al contempo sanzionare una persona solo per il suo cognome, allora siamo messi malissimo. Qui l’unico discriminato sono io. Facebook si comporta come un centro sociale. E’ inaccettabile”. A parlare è il candidato alle europee di Fratelli d’Italia nella Circoscrizione Sud, Caio Giulio Cesare Mussolini. Il pronipote del Duce, 51enne ufficiale di marina e poi manager a Dubai ha denunciato l’oscuramento del suo profilo da parte del popolare social network e fatto sapere che sta “valutando” con i suoi “avvocati se iniziare un’azione legale”. Ieri sui social, aveva annunciato la sua candidatura: “Ringrazio Giorgia Meloni per il sostegno. Adesso è veramente ufficiale: il 26 maggio nella Circoscrizione Sud #scrivimussolini”. Il sostegno da parte del presidente di Fratelli d’Italia non è mancato neppure oggi: “Dopo l’annuncio della candidatura con Fratelli d’Italia, Caio Mussolini è stato riempito di insulti e minacce sui social da parte dei sedicenti democratici. E invece di bloccare questi bulli da tastiera, Facebook ha pensato bene di bloccare Caio per il cognome. La dittatura del pensiero unico è in corso amici” ha scritto su Facebook Meloni. “Piena solidarietà” al candidato di Fdi è arrivata da Rachele Mussolini, consigliere comunale della lista civica Con Giorgia e vice presidente della Commissione Controllo, Garanzia e Trasparenza di Roma Capitale: “Mio cugino è stato ingiustamente bannato da Facebook. Anche lui, come tutti i Mussolini, si è ritrovato ad essere ‘perseguitato’ dalla polizia di pensiero firmata da Zuckerberg che, senza alcun motivo, ha deciso di sospendergli l’account, ma si è guardata bene dal fare altrettanto con chi, oltre ad averlo insultato, ha rivolto contro di lui pesanti minacce di morte. Trovo che ciò sia vergognoso, antidemocratico e politicamente scorretto – ha aggiunto la consigliera – : sono indignata e amareggiata per l’atteggiamento discriminatorio che la piattaforma continua ad adottare verso esponenti della mia famiglia, oltre che verso di me. Tutto ciò non è più accettabile, così come non lo è sottovalutare minacce espresse in maniera chiara e dalle quali vanno prese, con rigore e immediatezza, le distanze. Contrariamente si diventa conniventi e corresponsabili”. (PO / SEGUE)