Roma, 9 apr – Gli oltre 360 mila studenti in meno nelle classi italiane nei prossimi cinque anni? “Si tratta di una questione a noi nota – rassicura Marco Bussetti, ministro dell’Istruzione, in una intervista a La Stampa -. La stiamo monitorando e la gestiremo. Ma non dobbiamo creare allarmismi: il nostro sistema di istruzione non verrà depotenziato”, “le trasformazioni sono una sfida che dobbiamo affrontare, anche quelle demografiche. Dobbiamo lavorare insieme, con le organizzazioni sindacali, in un clima di sereno confronto e senza allarmismi. Il calo del numero degli studenti può essere l’occasione per dare più tempo scuola e una maggiore offerta formativa ai nostri bambini e ragazzi. Pensiamo al tempo pieno al Sud. O alle classi cosiddette ‘pollaio’ che potranno essere eliminate. Sono così convinto di questo approccio, che stiamo per lanciare nuovi concorsi, vogliamo una nuova stagione di assunzioni”, “ci sarà un Piano pluriennale di stabilizzazioni. Vogliamo aprire una nuova stagione di concorsi. Ne abbiamo fatto già uno straordinario per infanzia e primaria, per risolvere la questione dei diplomati magistrali lasciata aperta da chi mi ha preceduto. Abbiamo accelerato il concorso per i dirigenti scolastici, avviato quello per i direttori dei servizi amministrativi delle scuole che non si faceva da circa 18 anni. Bandiremo entro l’estate il concorso ordinario da quasi 17.000 posti, sempre per infanzia e primaria e ci avviamo a bandire quello per la secondaria, ponendo attenzione anche al percorso di chi ha già insegnato nella scuola: ho chiesto al Mef l’autorizzazione a bandire per un totale di 48.536 posti di cui 8.491 sul sostegno. In meno di un anno mi pare che siamo passati davvero dalle parole ai fatti. Nessuno ha mai dato il via ad una stagione di concorsi così importante”. (red)