Potenza, 10 apr – Uno su tutti è Pioppi, paese che ha visto nascere la dicitura ufficiale di Dieta Mediterranea, un’invenzione del medico americano Ancel Keys che, alla fine degli anni ’50 del secolo scorso, insieme alla moglie, decise di vivere in questo piccolo borgo di pescatori, conducendo studi sull’importanza della corretta alimentazione per contrastare le malattie cardiovascolari e degenerative. Il fisiologo statunitense, tra l’altro “padre” della razione K per l’esercito americano scoprì un mondo di cibi e persone semplici, ma, in entrambi i casi, schietti e genuini: pesce azzurro, olio extravergine di oliva, verdure e ortaggi erano gli scalini fondamentali della piramide alimentare ottimale. Le scelte alimentari, tuttavia, non sono l’unico elisir di lunga vita che ha contraddistinto il percorso di queste persone. Piuttosto è giusto parlare di un mix di condizioni fisico/ambientali e stili di vita. Incidono in egual misura l’integrità della natura, la salubrità del clima, l’esercizio di una vita attiva, la moderazione, ma anche quel corredo di valori come la famiglia, la religiosità, il dialogo, laddove continuano a resistere alla spersonalizzazione del nostro tempo. Guardando le immagini del libro fotografico “Cento di Cento – Vite centenarie nel Cilento” si intuisce che, per perseguire l’obiettivo di una vita sana e longeva, è necessario fermarsi un attimo a riflettere sul nostro modello di sviluppo e sul nostro concetto di ben-essere recuperando gli elementi originari. Non è detto che si possa brevettare un “Metodo Cilento”, ma di certo, dal racconto – a volte ampio, a volte flebile e sussurrato di questi anziani – emergono dei tratti costanti che hanno a che fare con una salda rete di relazioni, con l’aiuto reciproco, con il tempo per parlare e per ascoltare, con il lavoro manuale, con un rapporto più naturale con l’ambiente. Sentirsi sempre utili e impegnati. (red)