Roma, 11 apr – In Italia – rileva l’Istat nel rapporto “Noi Italia” – la spesa per la protezione sociale nel 2017 è il 29,3% del Pil, incidenza superiore a quella media dell’Ue. I valori pro capite sono invece sostanzialmente allineati, poco sopra gli 8 mila euro.
Nel 2016 la spesa dei comuni per i servizi sociali si attesta allo 0,42% del Pil e aumenta leggermente in termini pro capite (circa 116 euro annui). Nel Mezzogiorno (a eccezione della Sardegna che ha una spesa di 235 euro) i livelli pro capite sono decisamente inferiori a quelli del Centro-nord (74 euro circa a fronte di quasi 139), con un livello minimo in Calabria (circa 22 euro).
La spesa per prestazioni sociali – pari al 18,8% del Pil, quasi 5.251 euro pro capite – è solo in parte coperta dai contributi sociali (14,2% del Pil): l’indice di copertura previdenziale risulta, infatti, del 75,1%. Si riduce la spesa per le pensioni in rapporto al Pil (16,6%), con il Mezzogiorno unica delle quattro ripartizioni a registrare un’incidenza più elevata della media nazionale.
Nell’anno educativo 2016/2017, il 56,7% dei comuni italiani ha offerto almeno un servizio tra asili nido, micronidi e altri servizi socio-educativi per la prima infanzia ma solo il 13% dei bambini è accolto nelle strutture pubbliche o finanziate dal settore pubblico. Forti le disparità territoriali nella diffusione di servizi per l’infanzia, con il Centro-nord in posizione più favorevole rispetto al Mezzogiorno.
(red)