Verona, 15 apr – L’idea di nazione concepita da patrioti come Giuseppe Garibaldi, Mazzini o il grande statista inglese Winston Churchill avrebbe potuto essere definita fascista? Se lo chiede, ironicamente, Federico Rampini in «La notte della sinistra. Da dove ripartire» (Mondadori). “Eppure quella che oggi si ritiene la sinistra in cui peraltro gli italiani poveri, e sono molti, non si riconoscono più, non vuole definire alcun confine. E – scrive L’Arena – taccia di razzismo chi non accoglie indiscriminatamente gli immigrati. Il giornalista, che di solito vive a New York e possiede la doppia cittadinanza, italiana e americana, ricorda i nostri emigrati. Gli italo- americani erano tenuti ad imparare l’inglese e a rispettare certe regole. Ora, secondo Rampini, non è più così, né in Italia né negli Stati Uniti. Tanto meno in Svezia, Paese che ha il quindici per cento di immigrazione, e i cui cittadini si sono tassati ad oltranza per sostenere il Welfare”. Sempre L’Arena propone un altro libro, Vietato l’ingresso (Rrose Sélavy Editore), scritto da Fabrizio Silei e illustrato da Cinzia Ghigliano che ricordano che una volta gli emigrati eravamo noi. Tre racconti – si legge – per bambini dai cinque agli otto anni. In quello del titolo i protagonisti sono gli odiatissimi operai italiani, che lavorano alla Volkswagen. (Kgn)