Roma, 15 apr – La ‘minaccia’ dei possibili nuovi 8 mila sbarchi intanto fa da sottofondo al nuovo battibecco all’interno della maggioranza circa la politica sull’immigrazione: dopo quello del vicepremier Luigi Di Maio, oggi è stato il turno della ministra della Difesa Elisabetta Trenta, che a Circo Massimo su Radio Capital ha spiegato: “Bisogna lavorare su una soluzione alternativa alla chiusura dei porti”. E sulla Libia: “Quelli che dicono ‘attaccate perché altrimenti arrivano i migranti’ non hanno capito che se si dovesse andare a un’altra guerra non avremmo migranti ma rifugiati, e i rifugiati si accolgono”. Ma Matteo Salvini non molla la presa, neanche nel giorno in cui ha appreso di essere nuovamente indagato per sequestro di persona: questa volta in relazione al caso della nave Sea Watch, dopo quella della Diciotti. “Li abbiamo fatti sbarcare, abbiamo lavorato per redistribuire, risultato: c’’è un provvedimento penale nei miei confronti, non so se ridere o altro, ma ribadisco ai giudici e ai colleghi ministri che in questo momento hanno qualche dubbio che i porti rimangono chiusi e i trafficanti di esseri umani, di droga, di morte e di armi in Italia non ci arrivano. Possono processarmi altre 18 volte, io non cambio idea”. E agli alleati spiega: “Se qualcuno ha cambiato idea al governo nel Movimento 5 Stelle me lo dica”.
(Sis)