Udine, 15 apr – L’assessore ha posto l’accento sul ruolo centrale dell’Università
e sulla capacità di utilizzare diverse discipline nella ricerca storica in una
missione che è sintesi di tutta la filiera della ricerca sulla quale la Regione
Friuli Venezia Giulia investe molto, nella convinzione che la diplomazia
scientifica possa contribuire a disegnare una prospettiva per la fine dei
conflitti in un territorio destabilizzato dalla guerra. Riconoscenza per aver
reso l’archeologia una disciplina trasversale e strumento di una cooperazione
internazionale culturale e umanitaria è stata rivolta al prof. Morandi Bonacossi,
il quale – è stato ricordato – si è occupato dal 2014 anche della mappatura del
patrimonio culturale della comunità yazida, di cui la Regione ospita in Friuli
Venezia Giulia due studentesse, finanziando due borse di studio al Collegio del
mondo unito dell’Adriatico di Duino. Grazie al Ministero Affari Esteri e
cooperazione internazionale e all’Agenzia italiana per la Cooperazione allo
sviluppo, la missione dell’Università di Udine ha lanciato un programma di
formazione del personale della Direzione delle Antichità del Kurdistan,
elaborando anche manuali didattici in curdo, e ha donato un laboratorio di
restauro al Museo nazionale di Duhok. La spedizione, presente dal 2012 con il
progetto Terra di Niniveh, coinvolge ogni anno circa 25 specialisti e studenti,
in una concessione di ricerca di 3.000 kmq, una delle più ampie mai rilasciate in
Iraq, e ha scoperto e mappato 1100 siti. Le ricerche questa volta si sono spinte
fino ad arrivare sulle orme di Alessandro Magno e dell’evento che segnò la storia
e i rapporti tra le civiltà d’oriente e d’occidente: nel 331 a.C. le truppe di
Alessandro Magno sconfiggono l’esercito del re persiano Dario III. Le fonti non
concordavano finora sul luogo della battaglia, ma, grazie a un mix di storia
antica e nuove tecnologie – fotografie scattate durante operazioni militari e
recentemente declassificate dal governo americano, droni ad ala fissa e
quadricotteri -, il team diretto da Morandi Bonacossi ha raccolto le evidenze
scientifiche per individuare il luogo in cui il condottiero macedone trionfò
sull’armata persiana. (BIG ITALY / red)