Roma, 6 feb – La fine dello sciopero proclamato dagli operai della raffineria Lindsay, indetto per protestare contro l’appalto assegnato dalla Total alla società italiana Irem – che prevedeva il ricorso a lavoratori italiani e portoghesi – ha rasserenato il clima carico di tensioni di questi ultimi giorni, ma non può in nessun caso cadere nel dimenticatoio. Il “cessate il fuoco” è stato per altro ottenuto garantendo l’assunzione di 102 lavoratori britannici, una mossa saggia che tuttavia apre un ampio fronte di riflessione sul lavoro nell’Unione Europea e sulla libera circolazione delle persone al suo interno. “Far finta che nulla è accaduto equivarrebbe a nascondere la polvere sotto il tappeto. Non è possibile che i capitali inglesi possano circolare liberamente, mentre i lavoratori esteri dovrebbero starsene a casa propria evitando di recarsi in Inghilterra a lavorare secondo quanto sancito dal principio della libera circolazione dei lavoratori nell’UE”. Questo il commento a caldo di Franco Narducci, presidente dell’Unaie (Unione nazionale associazioni immigrati ed emigrati).