Roma, 6 feb – Il detto per cui “tutto deve cambiare affinché non cambi nulla” non è adatto per descrivere il Belpaese, si legge su Le Monde, che cita le parole di Marc Lazar, professore alla Science Po di Parigi e alla Luiss di Roma. “Lazar – spiega il quotidiano francese – torna sull’avvenimento più rilevante degli ultimi anni: la terza volta di Silvio Berlusconi” a Palazzo Chigi. Nel suo nuovo libro dal titolo “L’Italia sul filo del rasoio”, edito dalla Perrin, l’illustre docente racconta come la riconferma del Cavaliere, “incomprensibile agli occhi di chi la interpreta invece come un ‘masochismo italiano’, riproduca in realtà la ‘scena primitiva’” della politica nostrana: “la vittoria nel 1948 della Democrazia cristiana contro il comunismo”. Malgrado le nuove forme partitiche assunte da destra e sinistra, i cavalli della battaglia elettorale restano sempre gli stessi dei due grandi partiti che si sono affrontati dopo la seconda guerra mondiale. Per Lazar, Silvio Berlusconi rappresenta infatti “la somma di tutti i desideri e le contraddizioni del popolo italiano”.
(Fam)