Roma, 1 apr – “Il nostro no a questo decreto – ha spiegato Marco Fedi (Pd), intervenendo il 30 marzo alla Camera dei Deputati per motivare il voto contrario al dl sicurezza – è legato a valutazioni di merito e a una valutazione politica sull’insieme delle norme presentate in materia di sicurezza. Non è un no alle norme contro la violenza sessuale – ha continuato Fedi – o contro gli atti persecutori, su cui stavamo lavorando per avere maggiore severità, per la repressione, per avere servizi e informazione per i cittadini e per le vittime. Non è un no al Parlamento che avrebbe potuto approvare una legge su questi temi con rapidità e razionalità di materia. E’ un no all’arroganza di una maggioranza che condanna se stessa alla solitudine. Perché il Paese non vi seguirà più sulla strada dell’emergenza, nel vicolo cieco della xenofobia e della riduzione delle libertà civili”.