Roma, 15 giu – “I tempi sono maturi per un’azione comune tesa a evitare sia la tassazione concorrente sia la doppia imposizione fiscale. La convenzione tra Italia e Lussemburgo sulle imposizioni fiscali ha determinato in concreto uno “stallo” interpretativo – ha dichiarato Marco Fedi nel suo intervento ai lavori della conferenza organizzata dal Circolo del Pd Agorà in collaborazione con il Patronato Inca, la Cgil e il sindacato lussemburghese Ogbl. – Le Convenzioni bilaterali non modificano le legislazioni nazionali e generalmente in esse si afferma un principio – come per il modello Ocse che prevede l’imposizione fiscale unicamente nel paese di residenza – e non è possibile prevedere norme che facciano riferimento alle condizioni migliori, sotto il profilo fiscale, di entrambi i Paesi”.