Singapore, 16 giu – I beni strumentali si confermano la prima voce dell’export italiano a Singapore. In particolare l’elettronica, in controtendenza rispetto al generale rallentamento dei tradizionali settori del Made in Italy a Singapore, segna nel primo trimestre 2009 una crescita del 7%, per un valore pari a 82,4 milioni di euro. I computer, apparecchi elettronici e ottici mostrano un forte dinamismo e incrementano le proprie vendite di oltre un terzo (40,4%) rispetto allo stesso periodo del 2008, mentre in flessione sono il tessile-abbigliamento-calzature (-31,3%) e l’agroalimentare (-11,7%). Promuovere ulteriormente partnership e investimenti tra i due Paesi in settori innovativi è l’obiettivo della missione del vice ministro allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero, Adolfo Urso, che oggi incontrerà presso la Camera di Commercio Italiana a Singapore i rappresentanti di alcune tra le più importanti aziende italiane presenti sul mercato locale. “La missione a Singapore e poi Malesia nasce dalla volontà di spingere il made in Italy oltre la crisi, per aprire una nuova e più costruttiva fase politica e commerciale con l’Asia – dichiara Urso -. La crisi economica internazionale sta orientando il radar delle nostre missioni commerciali e politiche verso quei mercati che rappresentano le nuove frontiere economiche e Singapore è destinato a diventare un hub per tutto il sud-est asiatico oltre che per Cina, India e Australia grazie a diversi accordi di libero scambio firmati proprio in queste settimane”.