Caracas, 3 ago – “Fatta la somma, bolívar più bolívar meno, la quota mensile da versare nelle casse del Centro italiano venezolano sarà di 573,34 Bsf. Quindi, da venerdì scorso, esserne soci è più difficile; richiederà un sacrificio economico non indifferente”. La polemica parte dal quotidiano “La Voce d’Italia” edito a Caracas e diretto da Mauro Bafile. “Il nostro sodalizio ‘caraqueño’, che nell’immaginario dei suoi fondatori doveva essere il luogo di riunione di tutti gli italiani – ricchi e meno ricchi – della capitale, rischia di trasformarsi in un’oasi per i soli fortunati che, nonostante la recessione economica, l’incremento costante dell’inflazione e la disoccupazione crescente, potranno permettersi il lusso di spendere quasi un ‘salario minimo’ per pagare la rata mensile più le quote ‘straordinarie’”, segnala il giornale italiano in Venezuela. “E se la somma non ha raggiunto livelli ancor maggiori – si legge – lo si deve solo all’equilibrata cernita dei soci che hanno saputo distinguere tra le richieste della Giunta direttiva, che presiede Mario Chiavaroli, quelle imprescindibili da quelle meno importanti”
(Cle)