Roma, 3 set – “Mi chiedo per quanto tempo ancora saremo qui a piangere le centinaia di migranti che ogni estate rendono un cimitero marino quel tratto di Mediterraneo che separa le coste africane dall’Italia. L’ultima tragedia – partiti in 78 e sbarcati in 5, tra i cadaveri dei loro compagni morti di stenti, dopo ventitré giorni di deriva – rischia già di essere alle nostre spalle. Ma non possiamo permettere che il conto delle morti diventi un rito stanco, anche quando è promosso con le migliori intenzioni. L’unica strada praticabile per cominciare, sul serio, a mettere fine a questa carneficina è individuarne le cause per colpirle alla radice. Cause che interrogano la nostra coscienza intorpidita, e che si chiamano fuga dalla fame, dalla miseria, dalla malattia, dalla dittatura, dalla guerra”. Così il deputato del Pd eletto all’estero, Marco Fedi, dopo i ripetuti sbarchi o respingimenti di clandestini avvenuti in Sicilia negli ultimi giorni.