Buenos Aires, 22 set – Dopo una seduta straordinaria, tenutasi lo scorso 3 settembre, con il proposito di esprimere un parere relativo alle dichiarazioni del giornalista Chiche Gelblung e del deputato Ricardo Merlo, manifestate nel programma radiofonico “Hola Chiche”, il consiglio del Comites della Circoscrizione Consolare di Morón, ha scritto all’Ambasciata d’Italia in Buenos Aires, il ministero degli Affari esteri e il Consolato generale d’Italia a Buenos Aires. Nella lettera vengono riporto il colloquio avvenuto tra Gelblung e Merlo durante la trasmissione: “La risposta di Merlo, all’affermazione di Gelblung ‘qua sono venuti gli italiani, deve essere venuto tuo padre, non so se era italiano o no, tu stesso sei venuto dopo la guerra, e gli si sono aperte tutte le porte (…). Nessuno è venuto con un permesso, nessuno è venuto con un contratto di lavoro, nessuno è venuto con il visto d’ingresso. Venivano qui ed erano i padroni dell’Argentina. Ora succede che, se ci va uno dei miei figli in Italia, o ci vado io, sono un delinquente?’ – si legge nella lettera del Comites – è stata ‘“Bene, veramente condivido la visione’ “. Per questo i membri del Comites scrivono: “Crediamo che fosse questa l’occasione perfetta perché il deputato dimostrasse la propria responsabilità e sensibilità nei nostri confronti, che richiede la carica che attualmente assume, dando un’altro tipo di risposta, correggendo ciò che ha manifestato il giornalista e difendendo l’onore dei nostri connazionali. Si è attestato invece, tutto il contrario”.